- Crescita della competizione a livello globale e relativo orientamento dei flussi verso le destinazioni emergenti
- Perdita di competitività generata dalla mancanza di un livello di qualità dell'offerta adeguata ai nuovi segmenti della domanda
- Investimenti infrastrutturali inefficienti e divergenze territoriali
- Domanda turistica straniera debole al Sud e nelle Isole
Da questo punto di vista il Mezzogiorno d'Italia è visto come un'opportunità da sfruttare per attirare maggiori flussi di turisti stranieri ed ottimizzare i benefici economici che ne derivano a vantaggio di un'area turistica in via di sviluppo. Ciò premesso, il Piano Strategico del Turismo, prevede un rilancio del settore basato su una strategia di differenziazione mirata alla promozione di prodotti turistici nuovi e sostenuti da interventi finalizzati alla gestione del rapporto qualità/prezzo, nell'intento di destagionalizzare il più possibile l'offerta e cercare di acquisire nuovi segmenti di domanda. La realizzazione del Piano del Turismo, ha consentito di individuare alcune "Opzioni Strategiche" per l'attuazione di specifici interventi funzionali allo sviluppo turistico del paese.
Tra queste "Opzioni" troviamo:
- L'Opzione Strutturale: Migliorare la capacità di attirare maggiori flussi turistici stranieri
- L'Opzione Destagionalizzazione: Migliorare l'indice di stagionalità rispetto ai principali paesi europei
- L'Opzione Sviluppo Sud: Catturare maggiori flussi di turisti stranieri diretti nelle principali mete turistiche del mediterraneo
- L'Opzione Mercati (focus UK): Raggiungere una quota di arrivi dal Regno Unito pari al potenziale di mercato
- L'Opzione Eventi (focus EXPO 2015): Sfruttare i grandi eventi e fare leva su di essi per ottenerne un ritorno negli anni successivi
Le diverse opzioni secondo le stime effettuate, dovrebbero contribuire ad ottenere nell'arco del decennio 2010-2020, benefici in termini di aumento medio annuo delle presenze straniere (+4%), dell'occupazione (+5%), del PIL turismo sul totale nazionale (+8,4%) e del gettito fiscale (+1,5%). Tali previsoni riflettono la volontà del governo di puntare ad una crescita sostenibile del turismo nel lungo periodo, in quanto parte degli investimenti infrastrutturali andrebbero finanziati attraverso l'aumento progressivo del gettito fiscale, e di conseguenza una quota (ancora da verificare quantitativamente) degli stessi investimenti dovrebbe essere diretta alla nascita di servizi pubblici dedicati ai turisti (es. convention & visitor bureau). La realizzazione di specifiche infrastrutture produce non solo un miglioramento della fruizione turistica dei territori, ma anche di tutti i settori complementari al turismo, come i trasporti, l'edilizia, nonchè i servizi turistici gestiti dalle imprese private. Inoltre, una corretta strategia di destagionalizzazione, garantisce un'efficiente gestione dei flussi incoming nelle principali mete turistiche italiane e contribuisce a promuovere le aree turistiche più deboli soprattutto nel Sud Italia, dove la stagionalità rappresenta ancora un ostacolo alla crescita. Personalmente sono molto fiducioso riguardo all' intenzione di voltare pagina in un periodo di crisi in cui lo stimolo degli investimenti e l'offerta di nuovi prodotti turistici, per tentare di recuparare lo svantaggio accumulato rispetto ai competitor europei, rappresenta un'ottima via d'uscita per evitare il declino di un settore che ha sempre contribuito positivamente allo sviluppo del nostro paese.
Voi cosa ne pensate?
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